
E' da un po' che cerco di entrare nella questione politica americana. Vi dico cosa ho capito fin ora, col beneficio del dubbio.
Innanzitutto ho due buoni maestri, il mio capo Andy e Ryan, che con pazienza da piu' di due anni mi spiegano le varie sfaccettature della politica americana.
Il post non pretende di essere un'approfondita analisi politica della situazione negli States, ma un quadro da uno che ci vive da un po'.
Innanzitutto Caucus e' il tipo di votazione che lo stato dell'Iowa adotta per scegliere i candidati da portare alle presidenziali che si terranno tra un anno, per i democratici e i repubblicani. Per gli altri stati ognuno sceglie la forma che preferisce, e le elezioni con voto segreto, sono di solito quelle piu' comuni.
Per il caucus i membri scelti tra gli elettori si ritrovano nello stesso stanzone e si suddividono in gruppi, a seconda delle preferenze. I candidati alle presidenziali fanno i loro discorsi e cercano di ottenere il numero piu' alto di persone nel gruppo che li sostiene. La lotta piu' dura quindi e' sugli indecisi. Non e' dunque un voto segreto, ma tutti possono vedere chi sceglie chi, decidendo di conseguenza.
Iowa non e' uno degli stati piu' rappresentativi. Nonnostante questo e' un voto fondamentale. E' il primo di una serie. Ne mancano altri 49 di stati. Ma e' un segnale, una preferenze a cui poi gli elettori degli altri stati fanno riferimento a favore o contro.
Mentre vi parlo escono i risultati di questa consultazione. (e' che ho iniziato a scriverlo due giorni fa, ma non ce l'ho fatta a finirlo subito...)
Hilary Clinton, e' la moglie di uno dei presidenti piu' apprezzati negli ultimi anni, per le sue battaglie sociali. Bill Clinton, nfatti e' considerato il presidente di colore, dalle comunita' nere.
Barack Obama e' invece il candidato di colore, per nascita, che pero' fino a poche settimane fa non era nella top list neanche per gli elettori di colore. Non un nero d'america al 100%, nel senso che la famiglia non arriva da generazioni di neri africani deportati e naturalizzati americani. Il padre e' Keniota, e la madre americana, nato nelle Hawaii, e vissuto in parte in Indonesia, Hawaii, Stati Uniti.
Si da il caso pero', che una tra le donne piu' ammirate e famose, povera che dandosi da fare e' riuscita a diventare la presentatrice piu' famosa, Oprah Winfrey, abbia dato il suo supporto proprio a Obama, pubblicamente. Non si era mai schierata a favore di nessun politico, questa volta pero', conoscendo da tempo personalmente Barack Obama si e' sentita di doverlo fare. Le primarie non si tengono lo stesso giorno, ogni stato decide quando farle, per dare tempo ai candidati di concentrarsi per tempo sugli stati che poi andranno a votare. Oprah, fa la sua comparsa in un comizio tenuto nel South Carolina, col piu' gran numero di elettori di colore. Tra l'altro uno dei primi stati ad esprimere la propria preferenza (19 Gennaio), insomma un peso importante, anche se dopo una ventina di giorni saranno chiamati a fare la propria scelta gli stati piu' importanti, tra cui anche la California e New York (5 Febbraio).
Il supporto della famosa presentatrice, ha profondamente cambiato le preferenze, e proprio nelle cominita' di colore, non molto convinte da questo giovane ragazzotto, con poca esperienza, e di un colore nero un po' caffelatte. Ricordo di come qui sia molto importante riconoscersi e farsi riconoscere come parte di una comunita', di un gruppo, molto piu' importante che da noi, non a caso ci sono ancora problemi razziali non completamente risolti.
John Edwards, e' il terzo candidato, che era dietro ai due favoriti (Obama e la Clinton), che pero' rispetto alle previsioni e' avanzato, fino ad arrivare al secondo posto.
Nel suo discorso, a fine caucus, a me e' comunque sembrato il piu' pragmatico, puntando piu' sui problemi interni, quali sanita', poverta' ed economia, problemi chiave, che oltre alla fine della guerra in Iraq il nuovo presidente sara' chiamato ad affrontare con urgenza.
Le varie leggi che infatti ora prevedevano stanziamenti di fondi a margine di questi ed altri problemi, sono state rese vane dai vari "Veto" posti da Bush, ovvero negandone l'appovazione, e di conseguenza l'attuabilita', in favore di finanziamenti alle truppe in Iraq.
Dunque al terzo posto e' finita la Clinton. Eppure nonostante le sue campagne, come dice lei, a cui ha dedicato tutta una vita, quali per migliori condizioni per i bambini, per la sanita' e per i poveri, il suo gradimento sembra essere in discesa. Sembra infatti che le notizie e i documentari, quali Sicko, che spiegano di come la Clinton sia una tra le preferite in quanto a finanziamenti da parte delle Lobby delle assicurazioni, non le abbia giovato. Ricordo che negli Stati Uniti, e' legale che una grossa compagnia finanzi un politico. In questo caso supporti finanziari per le campagne politiche. Cosi' le compagnie assicurative (si intendono quelle sanitarie), che da prima finanziavano i repubblicani per evitare che leggi a loro sfavore venissero promulgate, adesso hanno spostato grosse somme proprio verso candidati democratici, scommettendo o fiutando probabilmente la sconfitta alle prossime elezioni dei repubblicani, assicurandosi cosi' nuovamente una buona parola per evitare leggi scomode.
Riassumendo:
1. Barack Obama
2. John Edwards
3. Hilary Clinton
...
(per quello che riguarda le primarie dell'Iowa dei candidati democratici)
(unica preoccupazione: speriamo solo che Obama non faccia la fine del Dr. King, non per tirargliela, ma un presidente di colore, per qualcuno potrebbe essere un grosso problema)
-to be continued-