Thursday, January 24, 2008

137-Andrea & Friends

Che vi dicevo allora di Andrea, l'ingegnere...
E cosi' oltre ad essersene andato a New York, e ad avere incontrato li' un gruppo di amici, ecco che, dopo essere pasati dal messico, li ha fatti venire qui a salutarci e a dare un'occhiata alla California... e a Venice!

Noi ci eravamo trasferiti da poco qui, in quelle di Venice, e cosi' si e' preparato un Barbeque, DaG, e un paio di pizze come stuzzichini, fatte dal qui presente.

Le pizze le ho fatte sulla Pizza Stone, che qui sembra essere di moda. Io non ne avevo mai sentito parlare. Cosi', pero' dopo un po' che qui gli americani, quando gli dicevo che facevo la pizza fatta in casa, mi chiedevano: con la Stone? E io "no, no, noi non la facciamo cosi' in Italia"...
E una volta e due e tre, e poi alla fine con DaG ce la siam vista scontata in un Outlet, per dieci dollari, e la tentazione e' stata troppo forte. Beh, risultato, la pizza viene molto meglio, solo che poi pero' conviene comprarsi anche la pala da pizzeria e infarinarla di piu' di sotto, invece che metterci l'olio, come sulla teglia... e il risultato e' simile, molto simile a quello della pizzeria.

Comunque dicevo gli preparo anche le pizze e diciamo che si son divertiti molto. Poi sara' che a ciccio la Jacuzzi piaceva molto, l'abbiam provata: tutti nel pentolone... ed e' stata un successo... mooooolto rilassante...

Cosi' mi hanno mandato il link al video che hanno girato, con Jacuzzi e piscina, proprio di fronte alla finestra, cosi' vista la mia pigrizia, almeno potete spiare anche un po' voi qui, la nuova casetta...

ah p.s. se ve ne comprate anche una voi di Pizza Stone, occhio a fare la pasta senza buchi riparati, che basta un goccio di mozzarella sciolta o salsa di pomodoro che ci passi attraverso, che la pietra si spacca in due... ne ho gia' fatte fuori due cosi', meno male che pero' qui te la cambiano a costo zero....



-to be continued-

Thursday, January 03, 2008

136-Iowa Caucus


E' da un po' che cerco di entrare nella questione politica americana. Vi dico cosa ho capito fin ora, col beneficio del dubbio.
Innanzitutto ho due buoni maestri, il mio capo Andy e Ryan, che con pazienza da piu' di due anni mi spiegano le varie sfaccettature della politica americana.
Il post non pretende di essere un'approfondita analisi politica della situazione negli States, ma un quadro da uno che ci vive da un po'.

Innanzitutto Caucus e' il tipo di votazione che lo stato dell'Iowa adotta per scegliere i candidati da portare alle presidenziali che si terranno tra un anno, per i democratici e i repubblicani. Per gli altri stati ognuno sceglie la forma che preferisce, e le elezioni con voto segreto, sono di solito quelle piu' comuni.
Per il caucus i membri scelti tra gli elettori si ritrovano nello stesso stanzone e si suddividono in gruppi, a seconda delle preferenze. I candidati alle presidenziali fanno i loro discorsi e cercano di ottenere il numero piu' alto di persone nel gruppo che li sostiene. La lotta piu' dura quindi e' sugli indecisi. Non e' dunque un voto segreto, ma tutti possono vedere chi sceglie chi, decidendo di conseguenza.
Iowa non e' uno degli stati piu' rappresentativi. Nonnostante questo e' un voto fondamentale. E' il primo di una serie. Ne mancano altri 49 di stati. Ma e' un segnale, una preferenze a cui poi gli elettori degli altri stati fanno riferimento a favore o contro.

Mentre vi parlo escono i risultati di questa consultazione. (e' che ho iniziato a scriverlo due giorni fa, ma non ce l'ho fatta a finirlo subito...)
Hilary Clinton, e' la moglie di uno dei presidenti piu' apprezzati negli ultimi anni, per le sue battaglie sociali. Bill Clinton, nfatti e' considerato il presidente di colore, dalle comunita' nere.

Barack Obama e' invece il candidato di colore, per nascita, che pero' fino a poche settimane fa non era nella top list neanche per gli elettori di colore. Non un nero d'america al 100%, nel senso che la famiglia non arriva da generazioni di neri africani deportati e naturalizzati americani. Il padre e' Keniota, e la madre americana, nato nelle Hawaii, e vissuto in parte in Indonesia, Hawaii, Stati Uniti.

Si da il caso pero', che una tra le donne piu' ammirate e famose, povera che dandosi da fare e' riuscita a diventare la presentatrice piu' famosa, Oprah Winfrey, abbia dato il suo supporto proprio a Obama, pubblicamente. Non si era mai schierata a favore di nessun politico, questa volta pero', conoscendo da tempo personalmente Barack Obama si e' sentita di doverlo fare. Le primarie non si tengono lo stesso giorno, ogni stato decide quando farle, per dare tempo ai candidati di concentrarsi per tempo sugli stati che poi andranno a votare. Oprah, fa la sua comparsa in un comizio tenuto nel South Carolina, col piu' gran numero di elettori di colore. Tra l'altro uno dei primi stati ad esprimere la propria preferenza (19 Gennaio), insomma un peso importante, anche se dopo una ventina di giorni saranno chiamati a fare la propria scelta gli stati piu' importanti, tra cui anche la California e New York (5 Febbraio).

Il supporto della famosa presentatrice, ha profondamente cambiato le preferenze, e proprio nelle cominita' di colore, non molto convinte da questo giovane ragazzotto, con poca esperienza, e di un colore nero un po' caffelatte. Ricordo di come qui sia molto importante riconoscersi e farsi riconoscere come parte di una comunita', di un gruppo, molto piu' importante che da noi, non a caso ci sono ancora problemi razziali non completamente risolti.

John Edwards, e' il terzo candidato, che era dietro ai due favoriti (Obama e la Clinton), che pero' rispetto alle previsioni e' avanzato, fino ad arrivare al secondo posto.
Nel suo discorso, a fine caucus, a me e' comunque sembrato il piu' pragmatico, puntando piu' sui problemi interni, quali sanita', poverta' ed economia, problemi chiave, che oltre alla fine della guerra in Iraq il nuovo presidente sara' chiamato ad affrontare con urgenza.
Le varie leggi che infatti ora prevedevano stanziamenti di fondi a margine di questi ed altri problemi, sono state rese vane dai vari "Veto" posti da Bush, ovvero negandone l'appovazione, e di conseguenza l'attuabilita', in favore di finanziamenti alle truppe in Iraq.

Dunque al terzo posto e' finita la Clinton. Eppure nonostante le sue campagne, come dice lei, a cui ha dedicato tutta una vita, quali per migliori condizioni per i bambini, per la sanita' e per i poveri, il suo gradimento sembra essere in discesa. Sembra infatti che le notizie e i documentari, quali Sicko, che spiegano di come la Clinton sia una tra le preferite in quanto a finanziamenti da parte delle Lobby delle assicurazioni, non le abbia giovato. Ricordo che negli Stati Uniti, e' legale che una grossa compagnia finanzi un politico. In questo caso supporti finanziari per le campagne politiche. Cosi' le compagnie assicurative (si intendono quelle sanitarie), che da prima finanziavano i repubblicani per evitare che leggi a loro sfavore venissero promulgate, adesso hanno spostato grosse somme proprio verso candidati democratici, scommettendo o fiutando probabilmente la sconfitta alle prossime elezioni dei repubblicani, assicurandosi cosi' nuovamente una buona parola per evitare leggi scomode.

Riassumendo:
1. Barack Obama
2. John Edwards
3. Hilary Clinton
...
(per quello che riguarda le primarie dell'Iowa dei candidati democratici)
(unica preoccupazione: speriamo solo che Obama non faccia la fine del Dr. King, non per tirargliela, ma un presidente di colore, per qualcuno potrebbe essere un grosso problema)

-to be continued-

Wednesday, January 02, 2008

135-'Na tazzuriella e' caffe'



Sembrera' strano, ma qui a Venice mi sembra tutto diverso. Pian piano ci stiamo sistemando per benino e cosi' al contrario di Koreatown, qui sembra che la gente venga a trovarci piu' spesso. O meglio, non riesco ad avere piu' un attimo di tempo, perche' c'e' chi viene e chi va e la casa e' sempre piena di ospiti. Non me ne abbiate a male, se vi dedico meno tempo ultimamente pero'.
Pero' ne vorrei approfittare di qualche minuto di svago, soletto a casa, ad aspettare l'arrivo di DaG, per raccontarvi di ieri sera.
C'erano qui Silvia e Francesca, amiche di Sara. Brian, il ragazzo, che ho conosciuto da poco, ma che esce un po' fuori dagli schemi dei soliti ragazzotti americani. Mark, grande amico di Brian. Christian, il fratello di Sara, che ieri sera e' ripartito per la Florida dove abita. Otto in tutto, con me e DaG. Per un appartamentino di 40 mq tutto incluso, niente male. Nemmeno a Ktown invitavo cosi' tanta gente, sara' perche' comunque non volevo dar troppo fastidio a Paul. E poi comunque quando sei a casa tua, solo tua, e' diverso.
L'ambiente piccolino fa si' che quando cucini, sei comunque parte della conversazione. Il televisore gigante, che ci hanno gentilmente offerto i vicini, non teme pareti e tavoli, che vengono aggirati dal potente tubo catodico, che ravviva le pareti di colore e di suoni.
Ammeregani, italiani, tutti che tranquillamente ci si incrociava di conversazioni, al profumo di caffe', di camomille, e di te' alla menta, per chi la caffeina proprio non poteva neanche vederla.
Chi stravaccato sul divano-letto-futon made in ikea, nonche' letto di DaG, chi su sedie con i regali sederi tenuti su da cavi neri, tesi su tubi in acciaio grigio metallizzato. Il tutto edulcorato dalle buone tortine gentilmente offerte da Sara.
Non so perche', ma a un certo punto Brian mi ha detto: " Pier, you are a great host". Con quel sorriso sincero e barbuto.
Non so come gli sia venuto fuori, ma io proprio non sono portato a fare il buon padrone di casa. Non che la faccia a posta, ma che proprio non mi viene. Ma ieri era diverso.
Questa frase mi ha trasportato un po' al di fuori della scena e fatto realizzare, come pian piano qui si stia ricreando una piccola comunita' di amici, che senza dover necessariamente fare grandi cose, ci si incontra e al profumo di caffe' italiano, ci si passa un po' di tempo, che per un attimo sembra quasi di essere a casa. Quasi.

-to be continued-

Tuesday, January 01, 2008

134-DollarLand



Ci sono andato un po' con il preconcetto del "ma tanto ci son gia' stato, l'ho gia vista, so gia' tutto".
Beh, l'impressione pero' ad essere sinceri e' stata differente. Qui la Disney e' nella lista dei cattivi, assieme a mc Donald e Wall Mart. E' la grande azienda che gioca sui sentimenti e sulle emozioni dei bambini per far soldi. Prendono storie da libri di favole vecchiotti, le rivisitano, dandogli un lieto fine anche quando a volte non c'e', creano personaggi animati e di peluche e poi guai a chi tocca piu' la storia o uno dei personaggi, senza dover pagare i diritti alla Disney, appunto.

A differenza di Eurodisney, vicino Parigi, ho trovato un ambiente diverso da quel che mi aspettavo. Innanzitutto questo sarebbe il primo parco seguito di persona da Walt, il che non e' poco. Poi meno differenza tra dentro e fuori, nel senso che fuori ci son le case di Beverly Hills e Orange County finto stile ... e al posto dei puntini uno mette tutti gli stili che preferisce: italiano, messicano, nordeuropeo...
Qui' pure, ma con l'aggiunta delle case di topolino, minni, la main street, e le attrazioni, specialmente quelle piu' vecchiotte che vogliono piucchealtro intrattenere e far sorridere i bambini. Ad esempio c'e' Tiki, la casa incantata, dove pappagalli robotizzati d'altri tempi, animano fiori, pareti e totem, in un coro di voci e suoni che ora non stupiscono piu', ma che forse fanno pensare a un Walt Disney piu' inceramente interessato ai bambini che ai meri profitti.

Per fortuna, sparsi nel parco, non ci sono casse nascoste che fanno sentire la musica di sottofondo, come a Eurodisney, che oltre a nausearti, dopo un giorno intero, rincretinisce cosi' tanto da rendere tutti scontrosi e nervosi.

Io dal mio canto me ne son andato alla casa sull'albero di Tarzan, originariamente Family Robinsons Tree House, trasformata. Non male comunque.

Ah gia' dimenticavo, ebbene si' qui la notte di capodanno tra le varie feste, ma va anche molto di moda trascorrerlo nei vari parchi di divertimento. Purtroppo pero' i tanto attesi speciali fuochi d'artificio per la notte, sono stati cancellati, per via dei venti forti. Vabbe'.

Buon Anno a tutti.

-to be continued-