
Sembrera' strano, ma qui a Venice mi sembra tutto diverso. Pian piano ci stiamo sistemando per benino e cosi' al contrario di Koreatown, qui sembra che la gente venga a trovarci piu' spesso. O meglio, non riesco ad avere piu' un attimo di tempo, perche' c'e' chi viene e chi va e la casa e' sempre piena di ospiti. Non me ne abbiate a male, se vi dedico meno tempo ultimamente pero'.
Pero' ne vorrei approfittare di qualche minuto di svago, soletto a casa, ad aspettare l'arrivo di DaG, per raccontarvi di ieri sera.
C'erano qui Silvia e Francesca, amiche di Sara. Brian, il ragazzo, che ho conosciuto da poco, ma che esce un po' fuori dagli schemi dei soliti ragazzotti americani. Mark, grande amico di Brian. Christian, il fratello di Sara, che ieri sera e' ripartito per la Florida dove abita. Otto in tutto, con me e DaG. Per un appartamentino di 40 mq tutto incluso, niente male. Nemmeno a Ktown invitavo cosi' tanta gente, sara' perche' comunque non volevo dar troppo fastidio a Paul. E poi comunque quando sei a casa tua, solo tua, e' diverso.
L'ambiente piccolino fa si' che quando cucini, sei comunque parte della conversazione. Il televisore gigante, che ci hanno gentilmente offerto i vicini, non teme pareti e tavoli, che vengono aggirati dal potente tubo catodico, che ravviva le pareti di colore e di suoni.
Ammeregani, italiani, tutti che tranquillamente ci si incrociava di conversazioni, al profumo di caffe', di camomille, e di te' alla menta, per chi la caffeina proprio non poteva neanche vederla.
Chi stravaccato sul divano-letto-futon made in ikea, nonche' letto di DaG, chi su sedie con i regali sederi tenuti su da cavi neri, tesi su tubi in acciaio grigio metallizzato. Il tutto edulcorato dalle buone tortine gentilmente offerte da Sara.
Non so perche', ma a un certo punto Brian mi ha detto: " Pier, you are a great host". Con quel sorriso sincero e barbuto.
Non so come gli sia venuto fuori, ma io proprio non sono portato a fare il buon padrone di casa. Non che la faccia a posta, ma che proprio non mi viene. Ma ieri era diverso.
Questa frase mi ha trasportato un po' al di fuori della scena e fatto realizzare, come pian piano qui si stia ricreando una piccola comunita' di amici, che senza dover necessariamente fare grandi cose, ci si incontra e al profumo di caffe' italiano, ci si passa un po' di tempo, che per un attimo sembra quasi di essere a casa. Quasi.
-to be continued-

6 comments:
....bello....consiglio:falle più spesso ste cose che rinfrancano anche il cuore oltre che lo spirito e magari, perchè no, fanno veramente si che tu ti senta più a casa!
baci ely
bravo Pier, devi sempre sentirtele dire le cose per capire che sono vere....devi sempre provarle per crederci veramente....ma prima o poi lo capirai....prima o poi?prima? poi?
E ricordato del mio consiglio riguardo alla jacuzzi, e all'effetto che fa alle donne, ihihi....E oltre al caffè, andiamo di Tequila e Long Island, muuhaaaaaaaaaaaa!!!
ciao pier..
mi sono letto il tuo post fino in fondo.
mi hai fatto ripensare a quando ero lontano da casa e mi sentivo solo,i momenti in cui i tuoi amici sono la tua famiglia.. mi sono un pò emozionato.
la scorta di caffè italiano non ti mancava..
a presto
Sono contento che finalmente ti senti quasi a casa e puoi fare quello che vuoi nell'appartamento...
Quand'è che fai un post dedicato alla tua casa con foto di feste e quant'altro?
ciao ciao
ciao ely, adesso mi son messo anche un po' a cucinare... ho pero' iniziato dai dolci :) anche quelli rinfrancano il cuore e lo spirito... e vanno a far compagnia ai maniglioni hehe
ciao morgan, poi poi poi hehehe...
Hey ciccio, guardati il video di Luca... ci sei anche tu nella jacuzzi..
x vito... visto ho seguito il tuo consiglio... nel video 137 vedi venice beach, e il nostro cortile con piscina e jacuzzi... un po' come a melrose place :P
xmax... caffe' caffe' ne ho ancora figurati che gran bevitore che sono... hehe
ciauuuuuuuu
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