(Avvertenza: Gigia, prendi dei fazzolettini di carta, prima di iniziare a leggere il post)Come si faceva una volta, coi prodotti naturali. Beh, mio nonno mi aveva insegnato ad usare la menta e la salvia. Mattino appena alzati, in mezzo alla campagna, vicino alla bacinella in ceramica, le due piantine, li', sotto il pergolato d'uva, su telaio in ferro cortain, diremmo oggi, arrugginito, dicevo io allora. Foglia di salvia prima, menta dopo. Sfregare per benino. Caraffa d'acqua presa dal pozzo, li' di fianco, e via pisciata liberatoria, in mezzo alla vigna.
Ecco, pero' benedetti "Natural care of Maine", nonche' Tom's, anche il tubetto del dentrificio dovevano fare alla vecchia maniera, ovvero, nel buon vecchio alluminio? Ma porcaccia miseria, non lo sanno che e' da sempre stato uno dei motivi di litigio nella coppia? Si schiaccia il tubetto dal centro o dal fondo? o perche' no, magari da sopra.... Eppure ci hanno messo decenni prima di capire che era meglio farlo di plastica il tubetto... niente piu' litigi... (fosse cosi' semplice...)
Ecco che, in un negozio in cui c'e' il 99.99% di libri di arte/architettura, il piu' importante di Los Angeles, cosa vi trovo. Un libro piccolino, di quelli vicino alla cassa. L'ultima speranza per il rivenditore di acchiappare l'attenzione di quello che se ne stava andando senza comprare nulla...
Ecco che li' piccolo ma cicciotto mi sorride col dorso della copertina... una faccetta che ride, disegnata coi pastelli...
"14,000 things to be happy about" che un titolo piu' banale non poteva esserci, da tipico libro acchiappa clienti all'uscita della libreria.
Ho iniziato a sfogliarlo e l'ho trovato di una semplicita' e di una umilta' incredibili. Ebbene lo apro e c'e' solo un elenco di oggetti, abitudidni, piccole cose che ti fanno almeno sorridere. L'autrice, Barbara Kipfer, dai tempi delle superiori per quarant'anni, ha elencato giorno per giorno le cose che la rendevano felice, o che la facevano sorridere.
Le piccole cose, i piccoli gesti quotidiani.
Niente viaggi in capo al mondo, vacanze da sogno, divi/dive da invidiare. No. Barbara elenca cose come:
la barretta alla menta-cioccolato, il negozio di Donuts, il negozio che vende sigari, svegliarsi presto e fare la colazione assieme sotto il porticato, popcorn saltati un po' dappertutto, astronauti, un bagno ccaldo con tanta schiuma, alzare le spalle con le braccia lungo i fianchi, le patate del Maine, l'albero della magnolia, cioccolata calda con panna...
14,000 piccole cose, che la fanno sorridere, da rifare magari quando se ne ha piu' bisogno, oppure due, tre, quattro piccole cose da fare durante la giornata, da soli o assieme a qualcun'altro. Un po' come insegnava Pollyanna.
O come Amelie.
Semplicemente.
La scatoletta con antichi ricordi, le biglie, i nani da giardino...
Nell'architettura, come in molte altre arti, i dettagli sono fondamentali, per dare risalto alle forme, per guidare l'occhio dove serve, per smuovere sensazioni... credo che anche per molte altre cose i dettagli, i piccoli gesti, diano piu' spessore e meno monotonia alla giornata.
Io un libbricino l'ho iniziato, e diciamo che solo a pensare alle cose che ti fanno piacere, ti fa sorridere...
E se volete un consiglio, se convivete o se siete sposati non compratevi il superfigo dentifricio supernaturale, oppure compratelo, ma due tubetti, e incideteci i nomi sopra!
-to be continued-
