
Paul, il mio coinquilino ha preparato quella specie di "burrito vegano", e io il succo di carote e barbabietole... e non fate quella faccia schifata, e' buono!
Che poi non si dica che la meno sempre con questa storia del passato e del meridione... ma e' che io ci son cresciuto giu', o per dirla meglio: a torino andavo a scuola (bello parlare del passato quando si tratta di studiare...), quindi noia libri, compiti...
Le vacanze invece: sole, mare e cazzeggio le passavo giu'. E per forza che i piu' bei ricordi li ho di giu', comunque.
Beh, allora l'estate e' la stagione migliore per i pomodori. Il rosso fuoco, che ti rimanda al sole cocente e ai corpi bruciati dal primo sole estivo, o dai turisti disattenti.
Il profumo pungente, e anche un po' le piante. Spremici un pomodoro sopra la ferita, disinfetta. Lo so, sembra strano, ma mio nonno me lo diceva sempre... e bruciava, eccome! Certo ai pomdori da supermercato e' rimasto forse solo il rosso del pomodoro...
Cosi' mia nonna d'estate prearava la conserva. Passata di pomodoro, o pelati sottovuoto.
Ai pelati sottovuoto e' meglio togliere i semi. E mia nonna lo sapeva, eccome! Ma anche noi ragazzini lo sapevamo, o per lo meno sapevamo che la nonna il sughetto rimasto dai semi dei pelati strizzati prima di essere messi nei vasetti, lo metteva in un pentolone. E noi con fettona di pane, tipo toscano, un po' piu' pesante, a palettate li prendavamo quei semini... e goccio d'olio di oliva, quello di mio nonno, ovviamente, forse anche senza sale... e via scorpaccciata fino a "panza china" (pancia piena).
E' forse per questo ricordo che dopo aver messo i pelati sulla pizza, prima di risciacquarmi le mani, senza che nessuno si accorga, ancora una slurpatina alle dita gliela do.
L'altra fine per i pomodori pelati era la conserva. Cosi' c'era il passapomodori, lo chiamavo io, un aggeggio in acciaio, fornito di imbuto in cima, che come bocca spalancata si ingozzava di pelati. Poi Una manovella, attaccata a una vite senza fine, pressava i pelati contro le pareti di un'altro imbuto, con migliaia di forellini. Una specie di pala convogliava il pomodoro passato dai buchi in un recipiente piu' in basso, di solito vasca in plastica blu. Il restante, scarto veniva sputato all'estrenita' della vite, in un secchio, di solito anche quello blu. E sembrava un po' tutta una strage pero'. Rosso dappertutto, pellicine di pelati e semi che giacevano asciutti asciutti un po' sul fondo, un po' sulle pareti del secchio. Insomma 'na schifezza.
Ma non era tanto per la passata in se', ma per quell'insieme di gestualita' quasi che come un rito si riproponevano tutte le estati. Che quando non si aveva da sgobba', ci si metteva li' attoniti, ipnotizzati dalla manovella e dal succo e dalla nonna. Mento su braccia conserte sul tavolo, occhioni, si hanno sempre gli occhioni da piccoli, nonna, succo e manovella.
Oggi pero' mi son preso la mia rivincita. Sara' che quei ricordi ti rimangono impressi e come le pubblicita' migliori, ti si insinuano da qualche parte nel cervello e al momento opportuno 'zacchete, ti fanno comprare cose di cui poi ti dici... boh?
Ecco mi sono comprato il mio Juicer. E' come il passapomodori di mia nonna! E' solo piu' piccolino ed in plastica, ma resistente, cosi' non ossida le verdure. Si mangia di tutto. Carote, sedano, barbabietole, le mie preferite, mele, pere e qualcuno dice anche le arachidi per fare il burro di arachidi, ma in quel caso credo che ci si serva anche degli scarti...
Mentre qui a Los Angeles, Santa Monica, Venice, che sono tra le citta' piu' hippie e salutiste degli states, tutti hanno un juicer, ma di solito elettrico, ecco io no! Una volta imparato che CRANK significa manovella, ho messo juicer+crank... ed ecco come per magia, la macchinetta (mac), come il computer dell'A-team, mi tira fuori il mio BELLISSIMO JUICER.
Ecco, io pensavo, vabbe' mo' ho fatto la cazzata e chissa' se poi lo uso. Lo uso almeno due volte al giorno. Ecco magari io mi autoconvinco su molte cose, ma quando si tratta di mal di testa e fiacchezza dovuta a cibo, li' ho poco di cui ingannarmi. Un cibo o una bevanda o funziona o non funziona! O il mal di testa mi rimane... o mi passa. E chi ha lavorato con m e lo sa, a giudicare dalle scorte di cibo che avevo di fianco al monitor!
Qui si usa molto la spremutina di erba di grano, o meglio il "wheat grass shot". Avete presente quelle piantine che si trovano qualche volta nelle chiese verso pasqua? Cotone imbevuto d'acqua, semi di grano e via erbetta che cresce e verdeggia da bicchieri di vetro o di plastica, a scelta.
La si puo' trovare anche nei "Jamba Juice", tipo fast food, ma senza food, o meglio con granite e frullati di ogni tipo.
Beh, io trito e spremo soprattutto carote, barbabietole, sedano, kale (non ho ancora capito che e' in italiano) e cetrioli... Dapprima un senso di calore che va su al cervello che dopo qualche minuto mi fa sparire il mal di testa, e poi il calore si diffonde in tutto il corpo, rilasciando un sensazione di benessere.
Insomma talmente convinto di 'sta roba che ne ho subito fatto comprare anche uno dai miei. Beh, ce l'ho ancora io, ma al piu' presto glielo porto io di persona!
... e chissa' che uno di questi giorni me la faccio pure io una passatina di pomodori pelati....
-to be continued-

