Saturday, May 19, 2007

119-Coachella (2)

Il grande Damien Rice a Coachella- foto credo di Caroline-

V.I.P. = Very Important Person.
Cosi' si dice. Piu' che importanti direi ricchi. Si con tanti soldi, insomma.

Un libro che voglio comprarmi e' "Il Grande Gatsby" di Francis Scott Fitzgerald. Pare tratti il tema del VIP, dell'uomo che ha successo, di quello che crede di aver raggiunto il suo sogno diventando ricco... Insomma pare che a un certo punto Gatsby pensando alla differenze tra il personaggio famoso e l'uomo comune dica qualcosa come: Il denaro, e' la sola differenza. Ora me lo sarei letto tutto prima di ipotizzare dialoghi che magari si rivelano inesistenti, ma siccome la puntata su coachella 2 dovevo insomma concluderla, ecco questo proprio dovevo menzionarlo. Perche?

Ricapitolando, musica da sballo, concerti incredibili con artisti nuovi e vecchi, ma soprattutto nuvi. Il migliore, almeno per me rimane Damien Rice, con un po' di rock, country, indie bilanciati nelle sue melodie. Testi con significati a volte trasversali, nel senso che devi sentirli di traverso per coglierli, un po' da gatto che torce la testa per dire "ma che cavolo fa questo?".
Un altro gruppo che ho cominciato ad ascoltare spesso ora sono anche gli Arcade Fire, forse un po' pop, ovvero piu' orecchiabili almeno per me.
Le note della chitarra invece le vedevo arrampicarsi nel tendone e danzare acrobaticamente tra le trame del tempo, nelle canzoni di Rodrigo y Gabriela. Musiche un po' gitane, qualche cover, ma incredibili. Suonavano con chitarre classiche alternandosi, ma a me sembravano un'intera orchestra.
Per gli Explosions in the sky, mi sono sdraiato sul pratino, e per un attimo mi e' sembrato di ascoltare qualche pezzo di musica classica con distorsioni moderne.
Musica piu' elettronica invece per i LCD Soundsystem e Hot Chip che Carolina adora, anzi di piu'. Io un po' meno.

Tra i due concerti comunque, ovvero tra sabato e domenica, c'e' stato il party piu' IN al Sinatra House. Io non sapevo esistessero i VIP piu' VIP. Quelli della carta Orange. Ce l'hai la carta arancione? No? Allora non puoi entrare!
Ma come, sono in cavolo di supervilla, piena di gente famosa (io pure li', il che magari significa che poi forse non erano cosi' famosi) e mi chiedete anche di avere una carta aggiuntiva? Che poi serviva ad accedere alla casa, perche' il nostro gancio ci aveva solo fatto entrare solo, si fa per dire, nel retro villa, con piscina cazzi e mazzi, poltrone/letti da abbioccarsi...
Cosi' le nostre due donzelle si mobilitano. In dieci minuti il nostrio gancio arriva, parla alla guardia e via, come burro scivoliamo tra la calca della gente che cercava di entrare affollata all'ingresso.

Tutto qui? Uno che faceva il dj, su un tavolo di legno, magari, anzi senza magari, molto costoso. Ok forse DJ non e' la parola giusta. Ballava sul tavolo intratteneva, forse cubista? Pero' insomma i vestiti se li e' tenuti addosso.
Ecco allora che dopo poco arriva anche lei, la reginetta di LA. Che per poco non va in carcere per DUI (Driving Under the Influence), insomma per essere alla guida un po' ubriachella: Paris Hilton. Certo, c'e' voluto Mauro prima a farmi notare che l'aveva vista passare, a darmi la dritta. Poi Michele super attenta, mi da un'occhiata, si avvicina e mi sussurra :e' lei!

Il mio eccitamento per il fatto dura.... 1 millesimo di secondo.
Forse qualche tempo fa sarei stato supergasato. Una super vip! Niente. Non me ne poteva fregare di meno. Anzi. Ecco che la mia cnicita' mi si presenta di fianco: Ma che differenza passa tra me, con una birra calda in mano, a una decina di metri da te, sul tavolo a muovere i fianchi, senza bulli e guardie ad opporre resistenza?
Stessa festa, noiosissima, io sobrio, tu? non so. E io che pensavo che le feste dei VIPfossero diverse, non so piu', piu'... non so... birra calda!
Forse i soldi? Forse solo veramente quelli, con la differenza che io in giro a cazzeggiare in bici ci posso andare, tu devi passeggiare in un posto superblindato, circondata magari da persone che ti sono amiche di borsetta piena di carte di credito. Sinceramente preferisco le festicciole a cazzeggio con i miei amici. Un po' di birra o vino, magari in un localino, anche a Torino, a sparare cazzate sul futuro e sulla vita...
Signor cinico, vabbe' dai ora basta, lasciami tornare a casa con i miei amici, che domani c'abbiamo un'altro concerto, e c'e' Damien Rice, su'!

-to be continued-

Sunday, May 06, 2007

118- Coachella (1)

200.000 tra i 18 e i 35, pratino verde, piedi scalzi, musica rock, odori di fumo...
Cocktail perfetto per un superconcerto stile Woodstock.
Mi chiama Mauro, amico d ex-collega dello stiudio Ca****na, dalla Florida: "Pier stiamo per arrivare... preparati che andiamo a Coachella. Bleah, e che malattia e' 'sta Coachella! Un nome che suona come "salmonella", non promette niente di buono.
"Ma che dici e' il superconcertone di tre giorni nella Coachella Valley, appunto!"

Dovevamo andare ad un giorno sui tre di concerto. Ho comprato un biglietto da un messicano, per 100$, prezzo di prevendita. Il resto del tempo l'avremmo dovuto passare al Sinatra House, casa dell'omonimo cantante a Palm Springs, in un party super privat, per V.I.P. Cibo a sbafo e piscina a forma di pianoforte.
Insomma era il compleanno di Caroline, la ragazza belga di Mauro, fan dei LCD Soundsystem, che suonavano il sabato. E cosi' da uno, i giorni di concerto son diventati due. Cibo a sbafo, quasi niente.

Il sito era dotato di ben cinque stages, ovvero palchi. Due grandi e tre minori, che avevano un concerto dopo l'atro. Da musica folk a rock, indie (indipendente) con qualche sprazzo di elettronica. Dalle 13 alle 24, Venerdi', Sabato e Domenica. Insomma non proprio di cui annoiarsi.

-to be continued-