Saturday, September 01, 2007

126- Un po' d'ordine (3)

Un po' d'ordine (1)
Un po' d'ordine (2)

E con questa concluderei il discorso.
Dunque sapete quando magari dopo qualche mese a lavorare sempre allo stesso computer vi accorgete che la tastiera fa schifo. Un lerciume. Cosi' armati di santa pazienza, la si capovolge, scuote , soffiate a piu' non posso, cercando di spazzar via il piu' possibile dai rimasugli, che avevano ormai fatto su famiglia, tra un tastino e l'altro. Per me basta un mesetto per combinare una strage nella tastiera. Come alcuni ben sanno, io mangio vicino al computer, e insomma briciole capita che ci finiscano dentro.
Ed ecco, che magari per una briciola non te ne stai ad accorgere. Ma briciola dopo briciola, dopo un po' si arriva al limite per cui non ne puoi piu' e se proprio non fai un po' di pulizia, sembra quasi che tu non riesca nemmeno piu' a scrivere.

Cosi' e' un po' per me in questo momento. E dai e dai tutti i giorni ascolta e riascolta e quello che ti dice che quel presentatore e' gay (e che me ne frega a me?), o quella e' la tipica macchina gay (la mini-la VW Maggiolino...), o che la cavigliera e' gay, o che il tatuaggio dietro il collo pure e che il jeans fighetto di marca pure, e che le slip si , ma i boxer no.... e BASTAAAAAA....

E che diamine, ma e' un'ossessione questa! Ma ognuno viva la sua vita e si faccia i cavoli propri, poi se a uno piace la cioccolata e un'altro preferisce il pistacchio e chi se ne strafrega... sinceramente!
Come le briciole, all'inizio non te ne accorgi, ma poi si accumulano e prima o poi devi far pulizia. E vabbe' io mi sfogo qui sul blog come ben sapete.

E i bianchi contro i neri, e i cristiani contro arabi ed ebrei, e gli straight (etero) contro gay... e non se ne puo' piu'.

Ricordo in un documentario del buon Piero Angela, dove si faceva un esperimento in cui a un gruppo di persone a caso, che non si conoscevano erano date una maglietta rossa o una blu. Senza nessun criterio particolare. Psicologicamente i blu iniziavano a fare gruppo con quelli colla maglietta blu. I rossi con i rossi. Di conseguenza si creava anche antagonismo tra i due gruppi.
Un esperimento simile e' quello del carcere di Stanford, tenuto dalo psicologo Philip Zimbardo. Persone prese e definite arbitrariamente guardie o detenuti. Dopo solo due giorni si verificarono i primi episodi di violenza e l'esperimento dovette terminare il quinto giorno. Persone scelte accuratamente tra le piu' equilibrate, tra quelle offertisi per tale esperimento.

L'uomo tende a far gruppo istintivamente. Poi pero' si possono creare positivi e negativi rsvolti.
Da noi sono evidenti i casi legati al tifo sportivo. Nel nostro caso, in particolare il calcio. Due squadre che si affrontano, non solo sul campo, ma tanto di tifosi prima, durante e dopo l'incontro. E qualche morto ci scappa. Qui si va a vedere una partita di hockey, piuttosto che di baseball o football, con la bibitona. Anzi, vengono a portartela mentre sei bello seduto sulla poltroncina comoda, col portabicchieri. E via di hamburgher, patatine o popcorn imburrati, incioccolatati e glassati. Non ci sono divisioni tra tifosi. Tutti mischiati di una squadra o dell'altra. Capirai chi se ne frega di tirare un pugno a un'altro, se poi deve rischiare di far cadere il salsicciotto dal paninozzo. Cosi' le partite sono uno spettacolo, o meglio uno show, nel vero senso della parola. E chi si azzuffa non sono i tifosi, ma alle partite di hockey, ad esempio, sono i giocatori, che al massimo si prendono qualche minuto in panchina.

D'altra parte pero' sin dagli inizi, nel nuovo continente, i vari gruppi di immigrati/coloni, cercando ovviamente simili per cultura e lingua, hanno formato gruppi, citta' di tedeschi, inglesi, francesi... E poi sono venuti, o meglio hanno preso, la manovalanza di colore. Quel che voglio dire e' che la nazione e' grande. La gente e' pure tanta. Cosi' la necessita' e' stata quella di raggrupparsi, per diversi motivi, soprattutto per un discorso di mutuo soccorso, probabilmente.
Cosi' il gruppo, piu' che sentito in una partita, lo si sente come appartenenza al simile di colore, di cultura, di religione. Piu' facile distinguersi per colore di pelle. Piu' sottile la differenza religiosa. Ancora piu' complessa quella riguardo ai gusti sessuali. E' cosi' che facilmente si cercano simboli, abitudini, indumenti, colori che possano far capire di che "parrocchia" uno/a appartenga. Catalogazione, ordine. Questo va qui, questo va la'.
Non penso ci sia in questo una voluta malignita'. Pero' come e' capitato negli esperimenti, in alcuni stati piu' che in altri si vive e si cresce coll'idea di un gruppo di appartenenza. Cosi' come da noi quello/a che cerca un rapporto con una persona del proprio sesso, dal paesino, incompreso va in citta', qui invece, dalla South Carolina, ad esempio si va in California.
Diversa scala, ma simile problema.

Vabbe' pero' ogni tanto dovrebbero pure capire, che diventa ossessionante 'sta cosa. E meno male che sono i california, non oso immaginare a che livello si arrivi in altri stati un po' piu' "conservatori", diciamo cosi'. La cosa solo che mi fa incazzare e' che per questi futili motivi gente debba poi crearsi complessi, che poi a fatica, magari ruscira' a superare. Se non si ritrova a dover affrontare un gruppetto di cretini che vogliono prenderlo a botte. Come da noi dopo una partita.

Vabbe' la concludo qui. Tastierina pulita. Ora ricominciamo con post un po' piu' leggeri. Sappiate solo che se l'arcobaleno da noi si ritrova ad assisi sulle bandiere per la pace. Qui no. Si trova a West Hollywood o a Castro, quartiere di San Francisco. Punto.

-to be continued-

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