
Siete mai stati da Blockbuster?
Non vi e' mai venuto il nervoso, quando in cerca del film che volete, non riuscendo a trovarlo, dovete andare alla cassa a chiedere in che CAVOLO di categoria quel film si trova?
Sapete che c'e'... e' li da qualche parte... ma chi diamine e' colui che decide se un film va in drammatico, comico, avventura, o chissacosa?
Certo le categorie aiutano, ma molto spesso sono una vera e propria rottura.
Da piccolo, e ci risiamo, avevamo, in realta' ce l'abbiamo ancora ma e' fnito nel corridoio giu' in puglia -siamo alle solite-, una bacheca. Quelle tipo da muro, listelle di legno incrociate con un paio di appendini dietro.Un anche bella.
Prima c'erano delle bellissime miniature in ferro: macinacaffe', ferro da stiro della nonna, macchina da cucire e tante altre. Poi, siccome le miniature aumentavano, nonostante ci fosse spazio, i nuovi cimeli non vi entravano piu' e dalle ferraglie si e' passati ai puffi, per poi andare alle sorpresine della kinder... com'era bella la tartarughina architetto pero'.
Ecco il problema: c'erano un 6-8 divisioni, alcune piu' grandi, altre piu' piccole...
ma per quanto ci sforzassimo, non ci si riusciva mai a far stare tutto, anche se lo spazio era sufficiente... qualche oggetto era troppo grande o troppo piccolo e rimaneva un sacco di spazio inutilizzato.
Los Angeles e' come una grande bacheca, suddivisa in citta', a loro volta in quartieri, a loro volta in isolati (blocks) e cosi' via. Poi ognuno di questi spazi e' a sua volta suddiviso in altre sottobacheche in cui si collocano le persone. Questi pero' si muovo interagiscono, mangiano e prolificano, a volte. Chi viene a visitarla per la prima volta, se non ha una guida, di solito ritorna a casa deluso. E' una citta' che esce fuori dagli schemi. Non tipo: ah si, questo e' il centro storico, un paio di edifici carini, le vecchie fabbriche fuori in disuso riadattate. NO. Si salta da una citta' all'altra senza accorgesene. Si passa da un quartiere all'altro senza quasi capirne la disposizione logica dei confini.
La realta' e' che i confini sono le persone, a Los Angeles. Molto piu' netti di strade e isolati.
I neri, i bianchi, i gialli. E poi i sottogruppi: i neri d'america, i neri d'africa, quelli un po' meno neri...
e poi i gialli giapponesi, che non vedono di buon occhio i gialli koreani...
ma non e' finita qui: poi ci sono le sottocategorie: i gay e gli etero, ma non solo: i gay un po' meno gay, che non vedono di buon occhio quelli troppo gay, quelli quelli bi, quelli trans... e chi piu' ne ha piu' ne metta.
La verita' e' che, come dice ciccio, non ci sono tante razze, ma di razza ce n'e' una: la razza umana. Non catalogabile. Persone che come quel puffo nella bacheca, non entrano nelle categorie.
Puffetta con la racchetta da tennis, ma perche' puffetta doveva proprio avere la racchetta? Che non ci entra da nessuna parte, oppure mi occupa uno scompartimento a parte?
E poi puffetta, qui si dice essere un puffo maschio, trasformato da gargamella in femmina per creare disordine tra i puffi...
Un po' d'ordine(2)
-to be continued-

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