Thursday, March 22, 2007

113- Alejandro Jodorowsky- The holy mountain


A ognuno i suoi di miti. A me da ragazzino aveva fatto impazzire "L'attimo fuggente". A Damien no. Lui e' cresciuto nel mito dei film di questo Jodorowsky. Visto e rivisto piu' volte in cassetta in giapponese, se la memoria non mi inganna, the holy mountain e' quello che in assoluto l'ha influenzato maggiormente.
"El topo", "Santa Sangre" e "The Holy Mountain". Un bel trio. Mentre vi scrivo sono appena tornato dalla Montagna sacra, appunto. Mi ha convinto e sono andato a vedermelo. Domani sera trasmettono Santa Sangre. Non so se ci andro'. Inizia a mezzanotte. Ce la faro' a resistere?

"The Holy Mountain e' un film del 1973. Dopo tale data e' sparito dalla circolazione. Riapparso sotto VHS in copie pirata (Damien sghignazza), ora riapparira' in forma legale in dvd rimasterizzato", questo e' quello che Robert Taicher, produttore e attore del film, dichiara.
Il racconto e' il viaggio di un uomo alla ricerca della verita' in un mondo surreale in cui la realta' prende in giro se stessa. Un viaggio di purificazione, quasi dantesco, alla ricerca di se stesso e della pace interiore. Il film e' ricco di simbologie e scene crude, specialmente se si pensa al periodo in cui fu girato.
Ha un filo comico che alleggerisce il film, come una brezza in un pullmann pieno di forti odori.

Non sono riuscito a cogliere proprio tutti i simbolismi presenti, veramente infiniti, che attraversano trasversalmente un po' tutte le culture. La parte che mi ha colpito di piu' pero', e' quando il protagonista incontra l'architetto o meglio l'allegoria dell'architettura del dopoguerra/anni settanta. Ad una platea di personaggi questo fantomatico architetto, presenta l'idea della sua architettura: griglie verticali, sezioni di palazzoni, affiancate le une alle altre, a formare un denso paesaggio di sagome/edifici. Piani fatti da molle, a cui sono legate delle sagome, un po' come le griglie di plastica che tengono uniti i pezzi dei modellini da staccare, assemblare e magari colorare.
"Bisogna convincere le persone che non hanno bisogno di case, ma che gli bastano delle tende, dei luoghi con tutte le comodita', innovazioni tecnologiche, anche se luoghi piccoli angusti...", spiega alla platea.
Si viene poi a capire che quelle sagome non erano nient'altro che bare. Piani di bare in cui rinchiudere migliaia di persone.

Se si pensa ai quartieri popolari di quegli anni, l'idea che evoca quella scena e' azzeccatissima!
La cosa mi ha fatto particolarmente sorridere, specialmente ripensando a quello che Bruno Zevi scrisse nel 1991(?) nel suo "Leggere, scrivere, parlare architettura" (tra l'altro: a chi l'ho prestato?) a proposito della brutta architettura, in cui paragona gli edifici mal progettati appunto a delle bare. Gia' solo per quest'immagine varrebbe la pena vedere il film.

Il finale e' quella ciliegina sulla torta che completa l'opera.
Tra qualche settimana usciranno i dvd rimasterizzati. Avviso che l'inizio e' un po' crudo, ironico ma crudo, come del resto tutto il film. Ma ne vale la pena.

-to be continued-

4 comments:

Ciccio said...

eilà, una lettura distratta e discontinua del tuo blog non mi permette di rikordarmi ki sia 'sto Damien, ma se ti porta al cine a vedere Jodorowsky sono lieto finalmente ke kominci a frequentare gente in gamba (oltre al sottoscritto e ai vari amici/conoscenti/parenti ke t leggono, of course...). sarebbe ancora più figo se riuscissi ad andare a vedere qualkosa di Alejandro a teatro!!!!Ciauuuuuuuuu

kalky said...

Come puo' un architetto sfornare lo Zen? La citta'-palazzo, indipendente ed autonoma...

Ho sempre pensato che l'architettura quando divaga nella filosofia risulta dannosa. Esempio e' appunto l'idea di cittadella-indipendente-ghetto-bunker-bara. Probabilmente mi sbaglio.

Sara' che ragionando da ingegnere, ma quando sento parlare di "forme plastiche atte a conglobare l'essere uomo in uno spazio multiforme di sostanze in continuo divenire.." beh, mi cadono le palle. Anyway..

Baci & Abbracci
Kalky

LAmerikano - truciolo said...

x ciccio: visto che roba... anch'io mi sto acculturando... damien e' quello della casa nel deserto..., ogni tanto si esce assieme con lui e i suoi amici pazzi... tutti molto simpatici... originali pero' ;PPPPP

x kalky: la filosofia ha da sempre cercato di aiutare l'uomo a capire il senso delle cose. L'architettura non e' una verita' assoluta e come tale va esaminata a fondo e sotto diversi punti di vista. L'uomo ci vive nell'architettura che diventa oggi la nostra foresta. E' normale che ci si chieda come questo ambiente ci influenzi. Poi pero' c'e' chi se ne approfitta, come alcuni architetti che basano tutto sulla filosofia pur di offuscare col fumo i loro obbrobri.
Cittadella-indipendente-ghetto-bunker-bara fa parte ancora di un'altra categoria: quella politica! Che usa una filosofia di bassa lega, pur di giustificare segregazione di classi sociali e incapacita' e poca voglia di risolvere i problemi di una societa' multisfaccettata... in cambio di... voti? insomma delinquenti con la maschera da urbanisti e con le lunghe tonache intonse a spassarsela nelle ville/appartamenti dei centri storici.

ciauuuuuu

Anonymous said...

A chi fosse interessato vi comunico che A. Jodorowsky terrà un seminario a Padovail 18 - 19 ottobre 2008 organizzato dall’Associazione Madreterra intitolato “La via iniziatica” gli argomenti saranno la Psicogenealogia e il Tarocco curativo e creativo. per maggiori informazioni visitate il sito www.madreterraitalia.it tel 049660184 - 3389161574 mailto: info@madreterraitalia.it
ciao a tutti